Il fax è più sicuro dell’email?

No: il fax non è di per sé più sicuro dell’email, almeno non in un modo che debba guidare la scelta. Chiedersi quale dei due mezzi sia “più sicuro” porta quasi sempre fuori strada. Conta soprattutto cosa fa il fornitore, da una parte e dall’altra, con il messaggio tra il momento in cui premi invio e il momento in cui il destinatario lo apre.

Per gran parte degli ultimi quarant’anni, l’idea del fax più sicuro si è basata su un solo argomento: i dati viaggiano su una linea telefonica dedicata, quindi per intercettarli un hacker dovrebbe collegarsi fisicamente alla linea. Nel 1995 era un argomento ragionevole. Oggi convince molto meno, per un motivo che non riguarda le linee telefoniche. Riguarda il modo in cui i fax vengono davvero inviati e ricevuti.

Cosa intende la maggior parte delle persone per “sicuro”

Chi chiede se il fax è più sicuro dell’email intende quasi sempre una di queste tre cose:

  1. Qualcuno può intercettare il messaggio mentre viaggia?
  2. Il messaggio può restare archiviato da qualche parte e finire in seguito nelle mani della persona sbagliata?
  3. Il destinatario può verificare che il messaggio provenga davvero da me?

Email e fax danno risposte diverse a ognuna di queste domande. Nessuno dei due mezzi vince su tutte e tre. In realtà “fax” ed “email” non sono più singole tecnologie. La maggior parte dei fax che invii oggi passa attraverso una combinazione di email, caricamento via HTTPS e trasmissione telefonica gestita da un fornitore. La maggior parte delle email scambiate tra due fornitori affidabili è cifrata durante il trasporto, in entrambe le direzioni. Le email restano poi su server protetti da moduli di sicurezza hardware e coperti da audit SOC 2. La domanda interessante non è “quale mezzo”. È “quale combinazione di scelte del fornitore”.

Dove sta davvero la sicurezza

In qualsiasi scambio moderno di fax o di email, tre livelli decidono quanto è sicuro il messaggio. Valuta come il fornitore gestisce ciascuno di questi aspetti: avrai una risposta molto più chiara del solito dibattito tra un mezzo e l’altro.

Il trasporto: come viaggia il messaggio

Per le email tra due fornitori ben configurati (per esempio Gmail, Outlook, Fastmail, ProtonMail), il trasporto è cifrato con TLS per impostazione predefinita. Lo stesso vale per qualsiasi servizio di fax online affidabile nel tratto tra il tuo browser e i suoi server. E vale nel tratto tra i suoi server e il server di posta del destinatario, se il servizio consegna il fax come email.

La parte davvero non cifrata è il tratto sulla rete telefonica pubblica (PSTN) (in inglese), cioè la trasmissione sulla linea tra il servizio fax che invia e l’apparecchio fax che riceve. Questo tratto usa il protocollo fax ITU-T Gruppo 3 o 4, che è digitale ma non cifrato. In teoria chi ha accesso fisico alla linea potrebbe leggerlo.

In pratica questo caso è raro. Per intercettare una linea telefonica servono accesso fisico, tempo e attrezzatura, e chi attacca deve sapere quale linea porta dati che vale la pena leggere. Rispetto agli attacchi remoti e automatici che colpiscono le caselle email su larga scala, per la maggior parte dei mittenti è un rischio quasi trascurabile.

La conservazione: cosa resta sui server dopo l’invio

Qui i due mezzi si differenziano nettamente. E il fax è avvantaggiato per un motivo in gran parte casuale.

L’email è fatta per essere conservata. La cartella della posta inviata, la casella del destinatario, i backup del tuo fornitore e quelli del fornitore del destinatario sono tutte copie durature. Ognuna è un bersaglio, se le credenziali che la proteggono vengono rubate con il phishing, finiscono in rete o vengono indovinate.

Il fax inviato con un apparecchio tradizionale non lascia quasi nulla. Il foglio esce dall’apparecchio che riceve e i dati spariscono dalla linea. Con un servizio di fax online non è più così. Il fornitore ha una copia del documento, spesso finché esiste l’account, oltre ai log collegati. Se hai fatto l’accesso per inviare il fax, anche la cronologia del tuo account resta sul server di qualcun altro.

La domanda giusta è: per quanto tempo il fornitore conserva il documento, chi può leggerlo e cosa succede quando lo elimini? Un servizio a consumo che cancella il file poco dopo la consegna lascia una traccia molto diversa da un servizio in abbonamento che conserva i fax per anni nella cronologia dell’account, per farteli rivedere più tardi.

Identità e accesso: chi può provare cosa

Negli ultimi vent’anni sono stati sviluppati protocolli per l’email, come SPF, DKIM e DMARC, che permettono al destinatario di verificare il dominio del mittente. Non sono perfetti, ma aiutano a individuare le falsificazioni più evidenti.

Il fax non ha nulla di simile. L’intestazione di un fax (il “CSID”) la imposta l’apparecchio che invia e si può modificare liberamente. L’ID del chiamante può essere falsificato da chiunque abbia accesso alle giuste impostazioni telefoniche. Per questo motivo, nel 2008, Bruce Schneier ha definito le firme via fax prive di valore giuridico (in inglese). Da allora non è cambiato nulla.

Se la minaccia che ti preoccupa è la falsificazione, un’email autenticata correttamente è più verificabile di un fax. È vero che qualcuno può falsificare un’email del tuo capo, ma la falsificazione lascia tracce nelle intestazioni del messaggio. Un fax falso non lascia una traccia paragonabile.

Dove il fax ha ancora un vantaggio reale

In pochi casi specifici il fax vince davvero:

  • Il phishing mirato verso il destinatario non funziona allo stesso modo. Un fax non ha link da cliccare, né allegati che avviano una macro, né codice JavaScript. Nessuno può attivare per sbaglio le macro su un foglio di carta.
  • Se il dispositivo del destinatario è compromesso, il fax è più protetto. Un malware che legge una casella email non legge il vassoio della carta di un fax. Se ti preoccupa cosa succede quando il portatile del destinatario è sotto il controllo di qualcun altro, da un fax è più difficile sottrarre dati senza che nessuno se ne accorga.
  • Alcune procedure chiedono proprio un fax. In questi casi il motivo è spesso la traccia dell’invio prevista dalla procedura, non una maggiore sicurezza del mezzo. L’argomento della sicurezza viene dopo quello della procedura, non il contrario.

Sono vantaggi reali, ma più limitati di quanto suggerisca l’idea che “il fax è più sicuro, punto”.

Dove l’email ha ancora un vantaggio reale

Per completezza, ecco i vantaggi dell’email:

  • L’email permette di autenticare il mittente. SPF, DKIM e DMARC permettono al destinatario di verificare il dominio del mittente. Il fax non offre strumenti equivalenti.
  • Per l’email esiste la cifratura end-to-end. PGP, S/MIME e la cifratura dei fornitori, come quella di ProtonMail, sono a disposizione di chi ne ha bisogno. Per il fax non esiste un equivalente di uso comune, salvo apparecchiature speciali destinate alle comunicazioni diplomatiche.
  • L’email arriva ovunque ed è comoda. Non è un vantaggio legato alla sicurezza, ma spiega perché la maggior parte delle persone preferisce l’email: funziona su qualsiasi dispositivo, permette di cercare tra i messaggi e non richiede una linea telefonica funzionante dal destinatario.

Come è fatto PayPerFax, e perché conta qui

PayPerFax è un servizio fax a consumo. Il modo in cui funziona ha conseguenze dirette sulle domande di sicurezza qui sopra, e vale la pena dirlo chiaramente.

  • Non serve un account. Non crei un profilo per inviare un fax. Non c’è un nome utente, una password o un’area personale permanente da compromettere.
  • Non c’è una cronologia in un account. Non hai un profilo dove si accumulano i fax passati. Per quanto tempo conserviamo le immagini dei fax e i dati delle transazioni lo spiega la pagina sulla conservazione dei dati.
  • Non c’è un numero per ricevere. PayPerFax non ti dà un numero di fax a cui altri possono inviare. Sui nostri server non esiste una casella che raccoglie documenti in arrivo per te.
  • Paghi solo se il fax viene consegnato. Nessun addebito se l’invio non riesce, nessun abbonamento da ricordarti di disdire, nessuna carta salvata, a meno che tu non scelga di salvarla.

Questa struttura non è casuale: l’abbiamo scelta anche per ridurre i rischi per la sicurezza. Un servizio senza account da attaccare con il phishing e senza casella in entrata da compromettere offre meno punti di attacco. Questo non vuol dire che non conserviamo alcun dato sugli invii. C’è anche un rovescio della medaglia. Se ti serve un numero dedicato per ricevere o un archivio dei registri di controllo da consultare anni dopo, PayPerFax non è lo strumento giusto. Cerca un servizio in abbonamento che offra queste funzioni. Se devi rispettare requisiti specifici, scegli un servizio con controlli adatti alla procedura.

Per chi manda un fax ogni tanto e non vuole vincoli, è proprio questa struttura a ridurre i rischi.

Se stai confrontando più servizi, trovi le differenze principali nel nostro confronto tra servizi fax.

In sintesi

Se c’è una cosa da ricordare è questa: per valutare la sicurezza non guardare il mezzo, ma come funziona il servizio che usi. Contano la cifratura del trasporto del fornitore, la sua politica di conservazione e cancellazione, i suoi controlli sull’identità e la tua attenzione come mittente. Il fax ha alcuni vantaggi: sulla carta non ci sono link da cliccare né una casella email da cui sottrarre dati. L’email ne offre di più: autenticazione del mittente, cifratura moderna e archivio consultabile. Per tutti gli altri casi, la risposta dipende da cosa fa davvero il fornitore di ciascuna parte.

Se ti chiedi questo perché devi “inviare un documento riservato e non pensarci più”, PayPerFax è nato proprio per questo. Se l’invio è soggetto a regole specifiche, è continuativo o deve superare verifiche, scegli un servizio con controlli adatti a quella procedura. E non lasciare che sia il confronto “fax o email” a decidere per te.

Fonti

  1. Public Switched Telephone Network, Wikipedia (in inglese)
  2. Fax Signatures, Schneier on Security (in inglese)
  3. Sending Fax Back to the Dark Ages, Check Point Research (in inglese)
  4. DMARC Overview, dmarc.org (in inglese)

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